La ranocchia che sognava le fiabe..:
Una volta, tanti tanti anni fa, nel fossato di un castello viveva una piccola ranocchia. Billy, questo era il suo nome, aveva una passione per le favole. Quando vedeva qualche cantastorie avvicinarsi al castello, subito saltava fuori dal fossato e si intrufolava in sala da pranzo, per ascoltare ciò che avrebbero raccontato. Ormai sapeva tutto su fate, streghe, orchi, principi e principesse che si innamoravano nei modi più imprevedibili. Aveva persino sentito parlare di un suo tris-tris-trisnonno, trasformato in principe da una fanciulla che l'aveva baciato.
Lui non avrebbe voluto essere come il suo tris-tris-trisnonno, ma avrebbe volentieri fatto parte di una favola! Gli sarebbe piaciuto essere forte e valoroso come certi cavalieri e sconfiggere maghi cattivi, giganti, draghi pericolosi, oppure avrebbe volentieri incontrato una vecchietta che gli indicasse dove trovare un tesoro sepolto, o magari una fatina che facesse avverare qualcuno dei suoi desideri!
Ma niente, Billy continuava ad ascoltare tutto ciò dalle bocche dei cantastorie, ben nascosto in un angolo della sala da pranzo. Ogni sera arrivava a casa, nel fossato, pieno di bei sogni, per poi ritrovarsi giorno dopo giorno in un mondo fatto di acqua, foglie di ninfea e qualche altra ranocchia come lui, il cui unico interesse era di superare il proprio record personale di insetti ingoiati: che tristezza!
Quello di cui Billy non si rendeva conto era che, senza accorgersene, tanto era immerso nelle sue fantasticherie, stava crescendo. Un bel giorno i suoi genitori lo chiamarono in disparte. "Billy"-gli dissero-"ormai sei un ranocchio adulto, esci dal fossato e va alla ricerca dei tuoi sogni; hai imparato tante cose dai cantastorie che hai ascoltato e in qualità di ranocchio istruito non avrai difficoltà a farti accettare da nessuna parte".
Billy aveva un po' di paura di lasciare il fossato e il castello che conosceva tanto bene e gli dispiaceva lasciare la mamma, il papà e le favole dei cantastorie, ma decise che valeva la pena provare. Forse, si disse, qui ne vengono raccontate già troppe, di fiabe, perchè qualcuna possa anche essere vissuta! Così impacchettò poche cose, salutò i genitori e il resto degli abitanti del fossato e s'incamminò.
Per lungo tempo non incontrò nessuno. Attorno al castello si estendeva un fitto bosco: l'aria era fresca e frizzante: "Proprio un bel posto per vivere"- pensò Billy – "mi ricorda la sensazione di quando ci si immerge fra le alghe sul fondo del fossato".
"Aha! Se già cominciamo con la malinconia non va mica tanto bene!" – disse improvvisamente una voce.
"Chi ha parlato?"
"Sono stato io!" Rispose ancora la stessa voce
"Io chi? Non vedo nessuno!" Chiese Billy
"Mi chiamo Nor e sono il figlio del lupo cattivo di questo bosco" – Disse un'ombra nera con le zampe bianche, uscendo dal folto della selva, - "Se mio papà sapesse che sono venuto fuori dal nascondiglio per parlare con te, si arrabbierebbe tantissimo: lui dice che la gente non mi deve vedere, finchè sono cucciolo, perchè se no, da grande, quando mi vedranno diranno – Oh! Com'era bellino quand'era piccolo, ti ricordi? – E io non farò più paura a nessuno."
"Hmm. Io sono Billy. Ma...com'è che sapevi cosa stavo pensando?"
"Non è proprio che lo sapessi, ma avevi una faccia così sognante e pensierosa...ho bluffato un po', ecco tutto, per attaccare bottone. Sono tanto stufo di starmene in quel nascondiglio. Darei qualunque cosa per non essere più un lupo delle favole!"
"D-d-d-delle f-f-f-avole???" – Chiese Billy – "Oh, come vorrei fare a cambio con te!! Ma non credo che funzionerebbe: - IL RANOCCHIO CATTIVO DEL BOSCO – non è che incuta poi tanto timore...E poi è meglio che vada, prima che tuo padre ci veda parlare e si arrabbi. Ciao Nor! Magari ci rivedremo un giorno, cerca di non spaventarmi troppo!".
"D'accordo, Billy, me ne ricorderò!"
La sera, Billy si accampò in un antro riparato fra due rocce, accese il fuoco e proprio quando stava per iniziare ad arrostire gli insetti cacciati nel pomeriggio, un lampo lo distolse dalla sua occupazione.
"Chi è là!" Disse deciso.
"Ops, scusa, non volevo farti paura!" rispose un esserino non più grande d'un chicco d'uva.
"Chi sei?"
"Sono una fatina giovane e...mi stavo esercitando negli incantesimi. Sai, quando sarò grande, dovrò prendere il posto di mia zia in una fiaba, ma non sono tanto brava a fare le magie e lei mi rimprovera sempre..."
"Aspetta,aspetta. Hai detto prendere il posto di tua zia in una fiaba?"
"Sì, che c'è di strano?"
"Oh, niente, suppongo, se sei tanto fortunato da far parte del mondo delle favole...ma io sono un ranocchio qualunque e non penso di poter fare a cambio con te, come non avrei potuto prendere il posto del lupetto nel bosco"
"Già, chi ha mai visto un ranocchio con le ali? Peccato. Io sarei andata volentieri in giro per il mondo, invece di esercitarmi con quegli stupidi incantesimi" – Disse la fatina – "Oh! La zia mi chiama per la cena e anche tu stavi preparando la tua; è meglio che vada. Chissà che non ci incontriamo ancora un giorno o l'altro non dimenticarti di me..."
"...Billy! Scusami, non mi sono presentato e tu sei?"
"Trinella, piacere e...addio!"
"Arrivederci!!"
La notte passò veloce e altrettanto veloci passarono i giorni, le settimane, i mesi e gli anni. In tutto quel tempo Billy continuò a viaggiare e conobbe creature di ogni genere: piccoli orchi vegetariani, atterriti all'idea di dover prendere il posto dei loro padri mangiatori di uomini, principini timidi, che solo a sentir parlare delle principesse arrossivano fino alla punta dei capelli e che mai avrebbero osato rivolgere loro la parola, figuriamoci baciarle per risvegliarle da sonno eterno! Aveva persino incontrato un suo pro-pro-procugino, destinato a prendere la parte del suo tris-tris-trisnonno e che non voleva proprio saperne di essere trasformato in un principe...lui se ne stava bene e volentieri fra la melma! Ma nemmeno con lui Billy avrebbe potuto fare cambio. Un ranocchio e un rospo non sono la stessa cosa e la fanciulla si sarebbe accorta dell'inganno.
Insomma, Billy invecchiava e conservava il suo sogno. Tutti quei "cuccioli" che si lamentavano non lo facevano desistere: lui, in fondo, era convinto che fossero viziati dal fatto di essere nati in una condizione agiata!
Un giorno arrivò in vista di un piccolo villaggio sulle sponde di un lago. In riva a quel lago, seduta su un grosso masso, si trovava una bambina. In mano teneva un flauto e piangeva a dirotto. Intenerito Billy le si avvicinò.
"Perchè piangi, bambina?"
"Io...io devo imparare in fretta a suonare questo flauto, perchè nella fiaba di cui farò parte quando sarò grande, il mio innamorato mi riconoscerà grazie al suo suono e se non ci riesco, lui non potrà farlo...resterò senza marito e la fiaba non finirà! Sarebbe il caos per tutto il nostro mondo! Però, per quanto mi impegni, non riesco proprio a diventare brava come mia sorella maggiore." E si rimise a piangere.
Questa volta Billy non pensò nemmeno per un attimo di prendere il posto della bambina, non voleva mica che l'innamorato lo scambiasse per la sua sposa promessa, ma per la prima volta gli balenò in mente un'idea per aiutare la poveretta. Si ricordò, che in una fiaba, sentita raccontare al castello ai tempi della gioventù, si narrava di quattro amici capaci di comunicare fra loro con il pensiero.
Durante gli anni di vagabondaggio Billy aveva incontrato ancora molte volte Nor e Trinella e i tre erano ora amici per la pelle. Mentre lui diventava un ranocchio raggrinzito per l'età, Nor si era trasformato in un lupo maturo e aveva preso il posto del padre in alcune delle fiabe più importanti. Ormai non doveva più stare nascosto e si divertiva abbastanza a fare paura alla gente, ma solo per scherzo. Si era fatto costruire una tasca apposita, per poter far finta di mangiare la nonna, che poi usciva semplicemente...abbassando la zip!
Trinella aveva scoperto di essere miope e da quando portava gli occhiali e leggeva le formule nel modo giusto il suo rendimento negli incantesimi era decisamente migliorato.
Billy sapeva che erano lontanti, tuttavia si sedette, chiuse gli occhi e provò a concentrarsi sull'immagine degli amici. Si sentì avvolgere da un vortice e sollevare da terra, ma non perse la concentrazione; quando riatterrò, vicino a lui, un po' frastornati, sedevano Nor e Trinella.
"Ce l'ho fatta!" esclamò Billy
"M-m-ma cosa è successo?" Chiesero insieme gli altri due.
"Sono riuscito a chiamarvi qui, con la forza del pensiero" e mentre i due si guardavano con cenni d'intesa aggiunse: "C'è una bambina seduta in riva al lago, che piange disperata perchè non si sente in grado di assolvere il suo compito nella fiaba...ho pensato che voi, con le vostre esperienze passate, potreste consolarla e aiutarla. Che ne dite?"
Nel mondo delle fiabe il tempo passa in modo strano e il giorno dopo, a piangere in riva al lago non era più una bambina, ma una fanciulla a cui spettava ora un ruolo ben definito. Appena la fiaba parve avere inizio, il trio passò subito all'azione: il piano non doveva fallire! A un cenno di Billy, che stava di guardia, Nor saltò fuori dal nascondiglio e spaventò l'innamorato a tal punto da farlo svenire. In questo modo trinella ebbe tempo sufficiente per preparare una pozione che doveva permettere alla fanciulla di suonare come mai aveva fatto.
Quando l'incantesimo coninciò ad avere effetto, una musica dolcissima si elevò nell'aria. Sembrava che tutti gli uccelli del cielo si fossero riuniti su un ramo, per tenervi un concerto.
I tre amici ebbero appena il tempo di nascondersi: l'innamorato si stava svegliando! Dopo un attimo di stordimento riconobbe la sposa promessa, che un maleficio gli aveva portato via. La prese per mano e la portò nel suo castello, dove vissero per sempre felici e contenti.
Un urlo di gioia squassò improvvisamente l'aria: "Tre urrà per Billy!" Sembrava che tutto il mondo delle fiabe si fosse riunito a festeggiare...a festeggiare lui! Billy non riusciva a credere ai propri occhi. Poi si sentì tirare la manica e abbassò lo sguardo. Accanto a lui stava un piccolo ranocchietto dallo sguardo vivace e gli porgeva un libro. Istintivamente Billy ne lesse il titolo "IL RANOCCHIO CHE SOGNAVA LE FIABE": era la sua storia! Il suo desiderio si era avverato, anzi, era sempre stato vero, anche se lui non se ne rendeva conto. Sedette su una pietra, si mise il ranocchietto sulle ginocchia e iniziò a leggere: "Una volta, tanti e tanti anni fa nel fossato del castello...".
FINE

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